Festival del libro: gli alunni della Primaria incontrano Giuliana Facchini

Festival del libro: gli alunni della Primaria incontrano Giuliana Facchini

Nella mattina di venerdì 22 maggio, la sala Alphaville del Comune di Campobasso, con gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Leopoldo Montini”, si è trasformata in uno spazio di emozioni condivise: le classi quarte della Scuola primaria hanno ascoltato, con gli occhi pieni di attenzione e il respiro sospeso, le parole di Giuliana Facchini e la storia di Frances, protagonista del romanzo La mia vita imprevista.

L’incontro è cominciato come una conversazione semplice, e piano piano si è trasformato in un piccolo viaggio dentro esperienze che molti ragazzi hanno solo intravisto nei libri. L’autrice ha raccontato la vicenda di Frances con voce calda e sincera, facendo emergere i momenti di smarrimento e le piccole vittorie quotidiane di una bambina che cerca il suo posto nel mondo. I ragazzi hanno seguito ogni svolta della storia: la nostalgia per una mamma lontana, la timidezza di un amico immaginario che diventa un compagno di coraggio, e la scoperta di una nuova famiglia che accoglie senza condizioni.

Tra le sedie qualcuno ha sorriso, altri hanno abbassato lo sguardo quando è emersa con forza la figura di Erica, la “Maps2”, e della famiglia Borisnietzov, con i loro colori vivaci e il giardino che sembra proteggere tutte le paure; insieme hanno mostrato ai ragazzi che l’accoglienza non è solo un gesto, ma un modo di stare vicino all’altro.

Il dialogo si è fatto più intenso quando si è parlato del ritorno improvviso di Mirella: la contraddizione tra l’amore per la madre biologica e la gratitudine verso chi ha offerto una nuova casa ha aperto riflessioni profonde nei giovani ascoltatori, che hanno formulato domande attente e spesso commosse. Le risposte della scrittrice, oneste e mai banali, hanno reso comprensibile ai bambini la complessità dei sentimenti umani, spiegando che non sempre esistono risposte nette, ma che il rispetto e la cura sono punti fermi su cui costruire relazioni nuove.

Non è mancato spazio per l’avventura: tra i membri del club “Caccole di pepe” e l’incontro con ragazzi in fuga, la storia si è animata di coraggio, solidarietà e curiosità verso il diverso, e gli studenti hanno potuto riconoscere come anche i più piccoli gesti possano trasformarsi in atti di aiuto concreto. Quel che è rimasto, alla fine, è stata una sensazione di responsabilità dolce e stimolante: crescere significa anche imparare a guardare gli altri con occhi più attenti e mani pronte ad offrire sostegno.

L’incontro è terminato con un lungo applauso e con gli occhi degli alunni che brillavano non solo per la storia ascoltata, ma per la certezza che la lettura può aprire porte su vite diverse dalla propria e insegnare a costruire legami autentici. Ognuno è tornato in classe con nuovi pensieri, piccole immagini nel cuore e la voglia di raccontare a casa una mattinata che resterà nel tempo.